Grande partecipazione all’incontro del 29 ottobre dedicato al patrimonio arboreo e al verde urbano. Per Città Futura alberi, parchi e aree verdi rappresentano un’infrastruttura essenziale per affrontare i cambiamenti climatici, migliorare la qualità della vita e garantire maggiore equità sociale. La proposta dell’associazione, già tradotta in una mozione depositata in Consiglio comunale, si sviluppa lungo tre direttrici: conoscere e tutelare il patrimonio esistente, gestirlo con competenza e regole organiche, progettare il verde della città dei prossimi decenni.
Grande partecipazione e numerosi interventi del pubblico hanno caratterizzato l’incontro promosso da Città Futura il 29 ottobre presso la Biblioteca di Gubbio, dedicato alla tutela del patrimonio arboreo, alla gestione del verde pubblico e al ruolo delle infrastrutture verdi nella città del futuro.
Un confronto molto partecipato che ha confermato quanto questi temi siano sentiti e quanto sia necessario superare una concezione del verde pubblico come semplice voce di spesa corrente o attività di manutenzione.
Alberi, parchi e aree verdi rappresentano invece un investimento sulla qualità della città: contribuiscono ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici, mitigare le temperature, migliorare la qualità dello spazio urbano e creare luoghi più sani, accoglienti e vivibili.
Ma c’è anche una questione di equità sociale. Nelle estati sempre più calde, la possibilità di trovare ombra, refrigerio e spazi pubblici confortevoli non può diventare un privilegio riservato a chi dispone di spazi verdi privati o può permettersi di proteggersi autonomamente dal caldo. Il benessere climatico non può essere un privilegio: una città vivibile deve esserlo per tutti.
Verde pubblico a Gubbio: conoscere, gestire e progettare la città del futuro
Nel corso dell’incontro Jacopo Cicci, consigliere comunale e presidente di Città Futura, ha illustrato la mozione depositata in Consiglio comunale, costruita intorno a tre grandi linee di intervento.
Conoscere e tutelare il patrimonio arboreo
Il primo passo è conoscere il patrimonio che già possediamo per poterlo proteggere e valorizzare: censimento del patrimonio arboreo comunale, monitoraggio periodico dello stato degli alberi e individuazione degli elementi di particolare valore storico, paesaggistico, ecologico e identitario.
A questo deve affiancarsi un’attività di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza, coinvolgendo scuole, associazioni e volontariato, per costruire una maggiore consapevolezza del valore del patrimonio arboreo e del verde urbano.
Gestire il verde pubblico con competenza e regole chiare
La cura degli alberi richiede competenze specifiche, strumenti adeguati e regole chiare. Occorre garantire professionalità arboricolturali qualificate e, quando necessario, utilizzare metodologie e strumentazioni diagnostiche idonee, intervenendo nel rispetto della fisiologia e del ciclo vitale delle piante.
Città Futura propone inoltre l’adozione di un Regolamento comunale del Verde, capace di armonizzare e ricondurre a una disciplina organica le disposizioni che oggi risultano distribuite tra diversi regolamenti e strumenti comunali.
Gestire bene significa anche superare pratiche scorrette e interventi dettati esclusivamente dall’emergenza e garantire la cura delle nuove piantumazioni: mettere a dimora un albero non basta, occorre accompagnarne l’attecchimento e la crescita.
Progettare il verde urbano dei prossimi decenni
Serve infine una programmazione di medio e lungo periodo. Le nuove piantumazioni devono essere pianificate secondo il principio dell’«albero giusto nel posto giusto», tenendo conto delle caratteristiche delle specie, degli spazi disponibili, del paesaggio e delle condizioni climatiche future.
Occorre inoltre compensare adeguatamente gli abbattimenti, evitando una progressiva riduzione del patrimonio arboreo, incrementare il verde dove possibile e integrare alberi e infrastrutture verdi nella pianificazione della città e nelle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici.
L’obiettivo è quindi passare dalla semplice manutenzione a una vera politica comunale del verde urbano, fondata sulla conoscenza, sulla competenza e sulla programmazione.
Dalla cura degli alberi alla progettazione della città: gli interventi dei relatori
Particolarmente ricchi gli interventi dei relatori, che hanno affrontato il tema da prospettive diverse e complementari.
Carla Schiaffelli ha concentrato il proprio contributo sulla conoscenza e sulla cura del patrimonio arboreo, sottolineando la necessità di considerare alberi ed essenze vegetali come organismi viventi, inseriti in un ecosistema del quale anche l’essere umano fa parte. Una prospettiva di integrazione ecosistemica che evidenzia come una corretta presenza del verde produca benefici non soltanto ambientali, ma anche fisici e psicologici per le persone.
L’urbanista Paolo Berdini ha allargato la prospettiva alla pianificazione urbana, mostrando come il verde e gli spazi aperti possano assumere una funzione strutturale nella città, contribuendo anche a riconnettere aree disperse o poco integrate con il resto del tessuto urbano. Il verde, quindi, non come spazio residuale tra gli edifici, ma come elemento attraverso il quale progettare e ricucire la città.
Stella Blancardi, consigliera comunale delegata alla transizione ecologica e sostenibilità del Comune di Corciano, ha illustrato una serie di interventi e politiche già messi in campo dal proprio Comune per la tutela e la gestione del patrimonio arboreo, offrendo esempi concreti di politiche locali che vanno nella stessa direzione auspicata dalle proposte di Città Futura.
La serata è stata aperta da Leonardo Fecchi, che ha presentato l’associazione Città Futura e ne ha ricordato obiettivi e attività, soffermandosi sull’attenzione che fin dalla sua nascita l’associazione dedica ai temi ambientali, alla tutela del verde e alla qualità dello spazio pubblico. Jacopo Cicci ha quindi introdotto il tema illustrando la mozione depositata in Consiglio comunale e ha moderato il confronto tra relatori e pubblico.
La grande partecipazione e i numerosi interventi che hanno animato la discussione rappresentano per Città Futura un ulteriore stimolo a proseguire questo lavoro e a portare il tema della gestione del verde urbano sempre più al centro del dibattito cittadino.
Il verde pubblico come investimento e diritto a una città più giusta
La visione del verde pubblico come costo da contenere deve lasciare spazio a una nuova consapevolezza del suo valore come patrimonio collettivo, da conoscere, curare e accrescere, e come investimento strategico sul futuro di Gubbio.
Investire negli alberi e negli spazi verdi significa preparare la città ai cambiamenti climatici, migliorarne la salute e la vivibilità e garantire a tutti, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche, il diritto a vivere in uno spazio urbano più sano.
È anche, e sempre di più, una questione di equità sociale.

