Commercio centro storico Gubbio: è questa una delle questioni emerse con forza durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, che ha confermato una sensazione diffusa tra cittadini, residenti ed esercenti. Sul commercio e sulla gestione dello spazio pubblico manca una direzione chiara. Tra regolamenti incompleti, ritardi amministrativi e annunci rimasti tali, il risultato è una crescente incertezza che penalizza il centro storico e la vita economica della città.

Mercato settimanale e commercio centro storico Gubbio

Ieri il Consiglio comunale ha discusso il nuovo regolamento per la disciplina delle attività commerciali su aree pubbliche, destinato a definire il futuro del mercato settimanale Gubbio.

Pur condividendo l’obiettivo del ritorno del mercato in piazza, siamo rimasti sorpresi nel constatare che il regolamento fosse stato portato all’approvazione senza le planimetrie.

Abbiamo chiesto formalmente al Segretario comunale una valutazione tecnica sull’opportunità di procedere in questo modo e lo stesso Segretario ha osservato che, nella sua esperienza, regolamenti di questo tipo vengono normalmente approvati corredati dalla relativa documentazione planimetrica.

Una mancanza non formale ma sostanziale: approvare regole senza una rappresentazione concreta degli spazi significa generare incertezza e rischiare di compromettere gli iter successivi. Tutto questo dopo una presentazione dell’Assessore Parlagreco dai toni enfatici, che affermava la correttezza delle procedure ma sconfessata dal segretario generale, priva di elementi concreti e sufficienti a fugare i dubbi emersi in aula.

Anche i consiglieri di maggioranza del gruppo Progetto Città hanno lamentato questa carenza, con la capogruppo Latini che per protesta non ha partecipato al voto, rimproverando all’assessore un tardivo coinvolgimento — il regolamento è stato inviato pochi giorni prima della discussione in commissione — e una incompletezza delle informazioni dovuta proprio all’assenza delle planimetrie.

Suolo pubblico a Gubbio: ritardi e mancanza di programmazione

È stata poi discussa una nostra interpellanza relativa ai ritardi nel rilascio delle autorizzazioni per l’occupazione di suolo pubblico, tema che avevamo già denunciato come fortemente penalizzante per il tessuto economico locale.

Abbiamo ricordato che nel 2025 le autorizzazioni sono arrivate soltanto nella prima settimana di luglio, mentre nel 2026 la delibera è arrivata soltanto a fine aprile, ancora troppo tardi per consentire una programmazione efficace degli investimenti e dell’attività stagionale.

La risposta dell’Assessore è stata una lunga sequenza di definizioni tecniche e passaggi procedurali che però non ha affrontato il punto centrale: perché si continua ad arrivare in ritardo e perché manca ancora una cornice stabile e prevedibile?

Questa incertezza danneggia gli operatori economici, che devono programmare acquisti, assunzioni e investimenti, ma danneggia anche i residenti, che hanno diritto a vivere lo spazio pubblico con qualità e regole chiare.

Il commercio di prossimità arretra nel silenzio generale

Tutto questo si inserisce in un quadro più ampio e preoccupante: l’assenza di una strategia sul commercio di prossimità a Gubbio.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito alla chiusura di attività storiche nel centro storico, tra cui recentemente un negozio alimentare che rappresentava un punto di riferimento per il quartiere, a cui si aggiungono altre cessazioni avvenute negli ultimi anni e il progressivo arretramento di attività tradizionali e ambulanti.

Ogni serranda che si abbassa non rappresenta soltanto una perdita economica. È un presidio sociale che viene meno. È meno vita nelle strade, meno relazioni, meno servizi per residenti, anziani e famiglie.

I negozi di prossimità tengono insieme il tessuto urbano e rendono vivi i quartieri. Per questo sorprende che, mentre il commercio di vicinato arretra, l’Amministrazione continui a muoversi senza una visione riconoscibile su mercato, suolo pubblico e futuro del centro storico. Serve una politica commerciale che guardi oltre la gestione dell’emergenza.

Due anni senza una linea politica sul commercio

Il problema non nasce ieri. A giugno 2025 l’Assessore Parlagreco aveva annunciato una conferenza stampa per presentare un nuovo regolamento. La conferenza fu rinviata e poi superata da un comunicato ricco di principi generali e dall’annuncio di un tavolo di confronto previsto per settembre.

Da allora, però, non è mai emersa una linea politica riconoscibile. Su un tema complesso come il rapporto tra attività economiche, residenti e utilizzo dello spazio pubblico servono scelte chiare, non continui rinvii.

La conseguenza è che oggi esercenti e cittadini si trovano immersi in una situazione opaca, in cui le decisioni arrivano tardi e senza una visione complessiva del centro storico.

Quale futuro per il centro storico di Gubbio?

Noi chiediamo meno improvvisazione e più governo dei processi. Sul commercio e sull’utilizzo dello spazio pubblico servono programmazione, tempi certi e regole stabili, per consentire agli operatori economici di investire e lavorare con serenità e ai residenti di vivere il centro storico con qualità. La convivenza tra attività economiche e residenza non si costruisce attraverso rinvii e decisioni tardive, ma con una visione chiara e condivisa.

Ma soprattutto crediamo che sia arrivato il momento di aprire una riflessione più ampia sul futuro del commercio a Gubbio e che ci si interroghi su quale città vogliamo tra dieci anni. Il rischio è quello di un centro storico sempre più vuoto e meno vissuto, di una comunità che lentamente si riduce e progressivamente si spegne.

Gruppo consiliare Gubbio Futura