La proroga al 15 settembre dei termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse relative alla co-progettazione dei servizi sociali di Gubbio e della Zona Sociale n. 7 rappresenta un primo concreto risultato ottenuto grazie alle criticità evidenziate nelle scorse settimane dalle realtà del Terzo settore del territorio e tradotte dalla coalizione Gubbio Futura (Gubbio Città Futura e Gubbio Partecipa) e dal PD in una mozione da discutere in Consiglio comunale.

Il Comune di Gubbio, capofila della Zona Sociale n. 7, ha infatti ufficializzato la proroga dell’Avviso, inizialmente fissato al 31 agosto, lasciando per il momento invariate le altre disposizioni previste dalla procedura.

Co-progettazione dei servizi sociali: «Una procedura così importante non può avere tempi ristretti»

«Non possiamo che considerare positivamente questa proroga – afferma il gruppo consiliare Gubbio Futura – perché era uno degli aspetti che avevamo evidenziato nella nostra mozione depositata il 20 agosto 2026: una procedura di questa rilevanza, che mette in campo oltre 6,7 milioni di euro in quattro anni e riguarda ambiti delicati come famiglia e minori, politiche giovanili, disabilità e vulnerabilità, non può essere costruita con tempi così ristretti nel mese di agosto».

La questione, tuttavia, non riguarda soltanto la scadenza dell’Avviso. La mozione presentata da Gubbio Futura e dal PD nasce infatti dalla necessità di dare continuità al percorso di co-programmazione avviato nel settembre 2025, coinvolgendo nuovamente le realtà del territorio che hanno contribuito a quel percorso.

Gubbio Futura: «La proroga è un passo importante, ma non è il punto di arrivo»

«La proroga è un piccolo ma importante passo nella direzione giusta – sottolinea Gubbio Futura – ma non è il punto di arrivo. Restano da affrontare le criticità evidenziate dalle associazioni, a partire dalla possibilità per le realtà più piccole e radicate nel territorio di partecipare realmente alla fase di co-progettazione: quelle associazioni che quotidianamente conoscono da vicino i bisogni delle persone e delle famiglie».

Gubbio Futura ribadisce quindi la necessità che la co-progettazione non sia interpretata come una semplice procedura amministrativa, ma come uno strumento di amministrazione condivisa, fondato sulla collaborazione tra istituzioni e Terzo settore.

«Il nostro obiettivo – conclude il gruppo – è garantire che le realtà più strutturate possano lavorare insieme alle tante realtà territoriali che costituiscono una parte fondamentale del nostro tessuto sociale. La qualità dei servizi sociali passa anche dalla capacità di ascoltare e valorizzare questa pluralità».

Ora convocare la III Commissione e riaprire il confronto con il Terzo settore

Ora è pertanto necessario fare il passo successivo: convocare la III Commissione consiliare, insieme alle associazioni e alle realtà del Terzo settore che hanno partecipato al percorso di co-programmazione, per riaprire innanzitutto con loro il confronto.

È da quel confronto che, a nostro avviso, deve ripartire il percorso, ascoltando le criticità emerse e verificando insieme quali modifiche possano essere apportate all’attuale impostazione dell’Avviso.

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