L’Associazione Città Futura ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nuove osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale relativa al progetto eolico “La Contessa”, che prevede nel territorio di Gubbio otto aerogeneratori per una potenza complessiva di 48 MW, un sistema integrato da 25 MW e le relative opere di connessione.

Le nuove osservazioni arrivano dopo il deposito, da parte della società proponente, di elaborati integrativi e controdeduzioni nell’ambito della nuova fase di consultazione pubblica avviata dal MASE nel mese di settembre.

Città Futura aveva già presentato nei mesi scorsi un articolato documento nel quale erano state evidenziate numerose criticità relative, in particolare, all’impatto paesaggistico, alla caratterizzazione della risorsa eolica, al patrimonio storico e culturale, alla biodiversità, all’impatto acustico e alla sicurezza.

Le precedenti osservazioni e il nuovo documento trasmesso al MASE sono disponibili integralmente nella pagina dedicata alle osservazioni sui progetti eolici dei crinali eugubini.

Secondo l’Associazione, l’esame della nuova documentazione non supera le criticità già evidenziate. Al contrario, le integrazioni depositate confermerebbero la rilevanza di alcuni degli impatti segnalati e lascerebbero ancora aperti diversi elementi di incertezza. Un quadro che rafforza la posizione di Città Futura sull’inadeguatezza del progetto rispetto al territorio eugubino e sulla necessità che il procedimento si concluda con un esito negativo.

Città Futura ribadisce il proprio sostegno alle energie rinnovabili, indispensabili per la transizione energetica, chiedendo tuttavia pianificazione democratica, coinvolgimento dei territori e sostenibilità ambientale e paesaggistica.

Impatti sul territorio e incertezze sulla produzione energetica

Il punto centrale delle nuove osservazioni è che, secondo Città Futura, le diverse criticità non possono essere considerate separatamente. Da una parte emerge una trasformazione territoriale e paesaggistica di grande scala e destinata a incidere stabilmente sul territorio; dall’altra permangono elementi non definitivamente consolidati su aspetti importanti per valutarne benefici e conseguenze.

Nelle osservazioni, Città Futura rileva che la stima della risorsa eolica si basa su dati virtuali e richiama la previsione del proponente di installare una torre anemometrica e un sistema LiDAR per acquisire dati maggiormente rappresentativi del sito. Per l’Associazione, questo elemento mantiene aperta la questione relativa alla producibilità effettiva dell’impianto.

Viene inoltre evidenziato che il monitoraggio dell’avifauna risulta ancora in corso e che alcune conclusioni vengono considerate preliminari. Le osservazioni richiamano anche le limitazioni al funzionamento degli aerogeneratori previste per la tutela della fauna e per il rispetto dei limiti acustici, oltre allo stato delle opere di connessione e ad altre questioni riguardanti sicurezza, archeologia e configurazione progettuale.

«Gli impatti ricadrebbero su Gubbio senza benefici diretti per il territorio»

A questi aspetti Città Futura affianca una considerazione più generale: a fronte degli impatti che, secondo l’Associazione, ricadrebbero sul territorio eugubino, il progetto non prevede benefici diretti per i cittadini o per il sistema economico locale.

«È l’insieme di questi elementi a preoccuparci – afferma Jacopo Cicci –. Abbiamo davanti una trasformazione enorme e permanente del nostro territorio, mentre su aspetti importanti del progetto continuano a esserci incertezze e valutazioni non definitive. E allora crediamo sia legittimo chiedersi: ne vale davvero la pena? Gubbio sarebbe chiamata a sopportare gli impatti dell’impianto, senza che siano previsti benefici diretti per i cittadini o per le imprese del territorio. È una logica che rischia di essere puramente estrattiva: si utilizza il territorio per produrre valore altrove, mentre alla comunità locale restano soprattutto le conseguenze. È questo rapporto tra benefici e costi che non ci convince».

Il paesaggio resta il punto decisivo

La principale criticità individuata da Città Futura resta quella paesaggistica. Nelle nuove osservazioni l’Associazione richiama la documentazione del proponente relativa alla visibilità dell’impianto e all’intervisibilità degli aerogeneratori con numerosi luoghi e beni del centro storico.

I dati riportati negli elaborati progettuali, richiamati nelle osservazioni di Città Futura, indicano che sarebbero visibili 5 aerogeneratori da San Giovanni, 5 da Santa Maria dei Laici, 2 da San Domenico, 3 da San Francesco della Pace, 6 da San Pietro, 6 da Santa Maria della Piaggiola, 7 dalla Vittorina, 5 da San Benedetto e 5 da San Francesco.

Per l’Associazione, l’introduzione di otto strutture di grandi dimensioni sui crinali che costituiscono lo sfondo della città produrrebbe una trasformazione profonda e permanente del paesaggio eugubino, con possibili conseguenze anche sulla percezione del patrimonio storico e sull’attrattività turistica.

«Per Gubbio quei crinali non sono uno spazio residuale – sottolinea Jacopo Cicci –. Il rapporto tra la città, la conca e le montagne appartiene alla struttura del nostro paesaggio, accompagna la percezione del centro storico ed è parte della nostra storia e della nostra identità. I numeri forniti dallo stesso proponente ci sembrano molto eloquenti: gli scorci tipici della nostra città saranno stravolti per sempre. Noi riteniamo che una trasformazione di questa scala non possa essere considerata trascurabile».

«La transizione energetica non significa qualsiasi impianto in qualsiasi luogo»

Città Futura ribadisce infine il proprio sostegno alla transizione energetica e allo sviluppo delle fonti rinnovabili, sottolineando che questi obiettivi non rendono automaticamente compatibile qualsiasi progetto, indipendentemente dalle sue dimensioni e dalla sua localizzazione.

«Noi crediamo nella necessità della transizione energetica – conclude Jacopo Cicci – ma proprio per questo pensiamo che debba essere pianificata con attenzione e resa compatibile con i territori. Essere favorevoli alle rinnovabili non significa accettare qualsiasi impianto in qualsiasi luogo. Nel caso de “La Contessa”, per dimensioni, localizzazione e per l’insieme delle criticità emerse, riteniamo che il progetto sia inappropriato per Gubbio».

Città Futura ha quindi confermato al MASE la propria contrarietà alla realizzazione dell’impianto, chiedendo che le integrazioni presentate non siano ritenute sufficienti a superare le criticità evidenziate e che il procedimento si concluda con un provvedimento di Valutazione di Impatto Ambientale negativo.

Le osservazioni complete, comprese quelle già depositate nei mesi scorsi, possono essere consultate e scaricate nella pagina dedicata ai progetti eolici sui crinali eugubini.

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