Rimpasto di giunta e indebolimento del Sindaco
Si discute molto in queste ore di equilibri e di deleghe, ma dobbiamo avere il coraggio di guardare oltre gli organigrammi. Quello che traspare è un profondo indebolimento della figura del Sindaco, che appare stretto dentro una morsa di veti e di pretese che poco hanno a che fare con il bene della città.
Una maggioranza divisa e fragile
Il dibattito lo ha mostrato anche oggi con chiarezza: una maggioranza divisa, dove il ricatto implicito e il gioco dei pesi politici contano più della qualità delle scelte. La nuova giunta nasce così, figlia di una fragilità che non promette nulla di buono, con i gruppi di maggioranza Gubbio Civica e Progetto Città che mettono in mora il Sindaco definendosi liberi di agire a favore o contro delle sue proposte. Dentro questo quadro allarmante, segnato da una lotta di potere che sembra voler dettare l’agenda al primo cittadino, va letta la decisione di trattenere in capo al Sindaco le deleghe alla scuola e alle politiche sociali.
Deleghe a scuola e sociale: una scelta politica grave
Non è una scelta di efficienza, né un segnale di forza. È, al contrario, il frutto amaro di una forzatura politica, dove settori fondamentali della vita dei cittadini vengono sacrificati o considerati marginali da chi, in Consiglio, muove i fili della tenuta politica.
Scuola e sociale non sono settori di “serie B”
Considerare il sociale e la scuola come ambiti di “serie B”, da lasciare in sospeso o da gestire senza una guida dedicata, al momento anche senza il dirigente titolare, è un errore molto grave. Significa affermare che per occuparsi dei bambini, delle famiglie, delle persone con disabilità e dei nostri anziani non serva competenza e una visione universalista, ma basti una gestione economico-burocratica. È una sottovalutazione che colpisce al cuore la comunità, proprio in un tempo in cui l’invecchiamento della popolazione e le molteplici fragilità emergenti richiederebbero l’esatto opposto.
Il ruolo centrale di scuola e politiche sociali
La scuola e il sociale non sono settori tra gli altri, sono le infrastrutture primarie del benessere della popolazione e della nostra democrazia. Richiedono competenza, una responsabilità politica piena e, soprattutto, una solida cultura professionale. È una sottovalutazione che colpisce al cuore la nostra comunità proprio nel momento cruciale in cui si lavora al nuovo piano socio-sanitario umbro che subiremo passivamente e dove non c’è una proposta di questa Giunta; tutto ciò proprio nel momento in cui analogamente le scellerate scelte sulle politiche scolastiche stanno per ricadere sul territorio, con tutte le necessità di tenuta organizzativa che comportano.
Un arretramento rispetto alla cultura dei servizi
Ciò che sta accadendo è un arretramento inaccettabile rispetto a quella cultura dei servizi che, a partire dalla Legge 328/2000, aveva messo al centro la dignità della persona. La politica oggi più che mai dovrebbe farsi capace di riconoscere il valore della persona, dei suoi legami e governare la complessità con competenza. Invece, il modo in cui queste deleghe sono state gestite ci dice che per questa maggioranza il sociale non è una priorità, ma una merce di scarso valore che scompare nel gioco di forza tutto interno ad una maggioranza in frantumi.
La nuova giunta nasce così e i cittadini, ancora una volta, non sono la priorità.
